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Website Last update: 09/19/2016
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Mi capita spesso di lasciarmi

Mi capita spesso di lasciarmi sedurre dalle meraviglie del creato: la delicatezza di un fiore, la maestosità di certi panorami, l’armonioso alternarsi di sole e luna. Mi piace godere della natura e delle occasioni che ci offre quell’immenso dono che è la vita.

E ai tempi nostri il bello della vita è che ognuno di noi la possa vivere come crede fino in fondo. Oggi più che mai le persone hanno gli strumenti per affrontare le opportunità o gli imprevisti che capitano di volta in volta. La comunicazione è globale, la scienza da risposte un tempo impensabili, la medicina continua a fare passi da gigante. Senza entrare nelle questioni che riguardano l’altra faccia della medaglia (cioè il negativo che il progresso trascina spesso con sé), penso che l’uomo moderno abbia una possibilità unica e nuova: quella di prendere in mano la vita e di scegliere come gestire la propria salute. Certe malattie sono subdole e si manifestano con sintomi evidenti quando è molto (in alcuni casi troppo) tardi, ma prevenire è meglio che curare! E’ una grande banalità come dicono tanti? Ho sperimentato sulla mia pelle, perché ho scelto di fare alcuni esami con regolarità, pur non avendo alcun sintomo o disturbo, che fare prevenzione significa salvarsi! Salvarsi la vita ma anche evitare tante sofferenze e dolori, momenti di sconforto, interventi invasivi o mutilanti che sarebbero stati necessari qualora non avessi saputo per tempo cosa stava accadendo al mio corpo.

Chi può sapere se e quando le proprie cellule possano degenerare? In realtà potrebbe non accadere mai ma a me è successo e l’ho scoperto in tempo, talmente in fretta che sono guarita con poco e ad essere sincera non mi sono quasi accorta di essere malata.

Il cancro del collo dell’utero, causato dal papilloma virus, viene diagnosticato dopo che sono avvenute delle modificazioni degenerative di alcune cellule. Ci vuole del tempo però prima che diventino masse tumorali. Io so solamente che cerco di condurre uno stile di vita possibilmente equilibrato con un minimo di attività fisica e un buon regime alimentare. Ogni anno mi sottopongo a visita ginecologica e faccio il pap-test.

Nel novembre 2009 il risultato del pap-test non è stato come sempre “referto infiammatorio”, bensì “cellule squamose atipiche di significato indeterminato”. Parole grosse, sconosciute e inquietanti!

Il mio ultimo pap-test risaliva a 11 mesi prima ed era normale, ma nel frattempo qualcosa stava cambiando. Quindi di qualunque cosa si trattasse era solo all’inizio, curabile con poco ed io certamente non ero spaventata, anche perché ero in condizioni generali di buona salute. La ginecologa mi spiegò che dovevo affrontare un esame ulteriore e poco doloroso, la colposcopia, ed aspettare il referto istologico. Qui si evidenziava la presenza del papilloma virus. Dunque mi sono sottoposta ad un piccolo intervento in anestesia locale assolutamente indolore, la elettroconizzazione. Il risultato istologico confermava l’assenza di qualunque tipo di alterazione. Quindi già con la colposcopia era stata asportata tutta la parte “malata”!.

Il mio iter ora prosegue solo con controlli semestrali e non riesco quasi a rendermi conto del rischio corso. Questo perché non ho sofferto, l’ho scoperto nello stadio iniziale e quasi “per caso”. Ma in realtà non si trattava di “un caso” perché avevo scelto consapevolmente di fare prevenzione.

Riuscivo a guardarmi allo specchio parlando con il pericolo scampato dicendogli ad alta voce: “Ti ho annientato prima che tu potessi fare del male a me ed alla mia famiglia!” (perché anche le persone che ci sono accanto sono inevitabilmente coinvolte).

E forse non si trattava nemmeno di vero “prevenire” ma della possibilità di accorgersi il prima possibile che qualcosa si stava modificando e degenerando. Con il pap-test si possono monitorare eventuali variazioni cellulari ed agire tempestivamente di conseguenza.

Ma in più oggi c’è una vera prevenzione e grande regalo che possiamo fare alle nostre figlie: è la vaccinazione contro l’HPV. Nel momento stesso in cui ho saputo di esserne “vittima” ho scelto per mia figlia questa protezione preventiva, pur conoscendo il margine di rischio che i vaccini hanno sempre. Magari darò l’impressione di essere una persona che parte per le crociate, ma ad ogni donna con cui mi capiti di parlare di questo argomento racconto di essere stata solo sfiorata dal male e di non avere sofferto solo grazie alla scelta di sottopormi ad un esame di routine.

Certo la speranza e la determinazione a vincere il cancro devono sostenere ogni donna anche quando venisse a conoscenza di questa malattia in uno stadio più avanzato. Ma se siamo veramente persone dentro il nostro tempo non possiamo che cogliere l’opportunità di sapere presto.

Qualcuno mi ha detto: “sai, io sono fatalista, succeda quel che succeda tanto di qualcosa dovrò pur morire….”. Rispondo che questo non è essere fatalisti ma incoscienti. Vogliamo farci sorprendere da una malattia che si manifesti quando sarà troppo tardi e ci sarà compagno solo il rimorso?

In fondo è come essere in un meraviglioso giardino, poterlo

ammirare godendo della vista di una bella natura e voltarsi a guardare ostinatamente solo il muro decrepito che lo circonda.

Reference